1982 - La prima formazione dei Putiferio
LA STORIA
Aprile 1982: in una cantina di via Codacci, all’Impruneta (FI), nasce la leggenda dei Putiferio.
Quattro giovani di belle speranze avendo a disposizione un amplificatore da 15 watt modello Jolly 3 della Davoli, un organo elettrico (marca Jumbo) a 4 registri timbrici corredato di “leslie”, una chitarra Jazz pesante 24 chili con due effetti a pedale (distorsore fatto in casa e wa-wa) ed una batteria (mitica) “ARIA percussion” che è ancora oggi in servizio sotto le violente sferzate di Pol pensavano di diventare una grande rock band. Jo'rnatuccia, fondatore storico della band insieme a Pol, si dilettava a suonare anche il violino ed a cantare in un osceno microfono per mangianastri che per la sua singolare forma era detto “il rasoio”.
Fu così che iniziò la storia del gruppo e qualche mese dopo, visti i risultati fallimentari nell’affrontare i grandi classici (Genesis, Pink Floyd....) venne scritta la prima canzone del gruppo: “CHIOCCIA”. La musica e le parole erano decisamente brutte, ma tant’è il primo passo era fatto: i Putiferio entravano di prepotenza sulla scena del rock demenziale.
Nell’estate del 1983 la metamorfosi era compiuta in pieno: venne composta “Sandalini” che rimane, ancora oggi, il più grande ed amato successo. Nella cantina di via Codacci arrivavano fin dalla lontana Baviera per ascoltare l' energico sound-rurale dei Putiferio. Intanto era nata “Fetore”, una ballata davvero raccapricciante.
Malgrado queste premesse favorevoli ed il notevole successo decretato dalla critica, i Putiferio non riuscivano né ad esibirsi in pubblico, ne a comprare nuovi strumenti ne ad avere un chitarrista che suonasse con loro per più di tre mesi oppure un bassista. Jo si consolava con il nuovo microfono acquistato per la folle cifra di 9.000 lire e con un impianto voce da 15 watt, gentilmente prestato dal locale coro parrocchiale.
In mezzo a molti bassi e pochi alti si arriva a Febbraio 1985: era stata programmata una festa di carnevale fra amici e l’occasione era ghiotta per potersi finalmente esibire in pubblico. Dando fondo a tutta la vena poetica venne scritta di getto una nuova canzonetta demenziale: “Matilde”. Per l'occasione la band si presento sul palco al meglio, con tanto di sassofonista e tre coriste, nacquero per l'occasione: “Putiferio & Jumping Grasshoppers”. Fu un fiasco disastroso: Jo scappò dopo il terzo brano, lasciando attonito il resto della banda ed il pubblico imbufalito.
Passò un anno intero prima che i nostri eroi avessero ancora voglia di riprendere gli strumenti in mano. Poi, come d’incanto, arrivò di nuovo carnevale e senza neppure una prova fu improvvisata una serata demenziale senza pari, tanto che ne viene ancora perpetuato il ricordo, nel pezzo “Serata Patetica”.
Tuttavia, dopo quella sera, una leggera coltre di polvere ricoprì gli strumenti dei Putiferio. Qualcuno dei componenti di allora pensò bene di trovare maggior fortuna altrove. Eppure sotto la cenere del tempo covava ancora la fiamma della loro musica. Fra speranze e delusioni, periodi di intensa attività ed altri, molto più lunghi, di intensa inattività, fra un chitarrista e l’altro, Teddy si affiancò a Jo ed a Pol che erano rimasti al loro posto fin da quei primi giorni del 1982.
Nell’estate del 1991 giunse, inaspettata, la grande occasione: un concerto tutto per i Putiferio! L'impegno fu da subito quello di trasformare la serata in un happening demenziale indimenticabile per coloro che vi avrebbero partecipato. C'era una settimana di tempo per preparare la performance quando Jo e Teddy si presentarono a casa di Ceffo; la sua fama era tale da fare desistere qualunque persona perbene dal coinvolgere un simile elemento in una avventura così importante. I più lo ricordavano solido chitarrista di una nota formazione di intellettuali dementi: “I MUSI”; il suo passaggio al basso elettrico era stato la naturale conseguenza di una crisi a sfondo mistico e di un non meglio precisato affarone fatto in un negozio di strumenti musicali di cui era creditore. Ceffo accolse Jo e Teddy alla sua maniera, offrendo panzanella e vino: da quel momento diventarono inseparabili.
Quel concerto del 12 luglio del 1991 rimane nelle cronache per l’impatto che ebbe sul pubblico e, soprattutto, su coloro che abitavano nelle vicinanze del palco all’aperto: infatti fu invocato dai residenti l’intervento della forza pubblica per zittire gli amplificatori ruggenti della band. Nonostante tutto in quella magica notte risuonarono i guaiti della voce di Jo, le strazianti note che uscivano dalla chitarra di Teddy e dal basso di Ceffo e i violenti colpi di Pol sulla malcapitata batteria. Non verranno mai scordate le facce dei 27 affezionati che parteciparono all'evento.
Nel 1999 il gruppo ha deciso di interrompere la stressante attività in studio e dal vivo e solo recentemente , dopo una serata passata nel backstage degli Skiantos e sotto le pressioni dei sostenitori più accaniti, è stata possibile la “Reunion”.
Ci sia consentito affermare, a questo punto, che i Putiferio sono diventati qualcosa di più di un semplice accordo sulla partitura della musica rock dei nostri giorni.
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