JO' RNATUCCIA
Il mio nome è Jo r’natuccia, o se volete Nick Camomilla, nato in un giorno di festa e cresciuto nel ridente borgo dell’Impruneta. Mi sono appassionato alla musica fino da bambino quando nel mangiadischi infilavo il 45 giri di un motivetto il cui testo recitava così: “Nel 2000 noi non mangeremo più né bistecche, né spaghetti col ragù. Prenderemo quattro pillole con gran celerità: la fame sparirà”. Forse questo è stato il seme iniziale del progetto demenziale chiamato “PUTIFERIO”.
Conservatorio, ragioneria, chimica all’università di Firenze queste le mie fatiche da studente.
La meta preferita: un posto tranquillo.
La compagnia: famiglia, gli amici di sempre, la band.
Moglie: una.
Il libro fondamentale: Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti (seguirà dibattito).
Il disco fondamentale: Il meglio di Rita Pavone.
Il video: “Love stinks” J.Geils Band.
Il piatto: gobbi alla parmigiana.
Il vino: Sirah, Castello di Poppiano.
La merenda: Schiacciata all’olio di Chiesanova, Salame di Giorgio, Pecorino co’ baccelli, fichi dottati.
Lo shopping: al gran bazar dell’Angiolina a Monteacuto delle Alpi (BO). Dentifrici originali anni ’70, cartoline illustrate in bianco e nero e quaderni a quadretti copertina nera e bordi rossi.
L’animale: la mia gatta Prudence.
Il progetto: suonare come supporter ad un concerto degli Skiantos.
L’ingiustizia: quando al trofeo Cencio’s scoprimmo il broglio elettorale delle schede già votate (per quegl’altri) prima dell’inizio della serata.
Il tastierista che non sarò mai……..purtroppo: la tecnica di Keith Emerson, la composizione di Tony Banks, l’atmosfera di Richard Wright, l’aggressività di John Lord, l’eccleticità di Rocco Tanica.
Il cantante che non sarò mai……forse: il carisma di Peter Gabriel, la voce di Freddy Mercury, il timbro di Greg Lake, l’inossidabilità di Mick Jagger, la follia di Freak Antoni.
La maglietta: “Amare significa….poco dolci” (Maurizio Sangalli).
La bandiera: Giancarlo Antognoni.
Fiero di essere italiano: al terzo gol di Paolo Rossi in Italia-Brasile 3-2 ai mondiali di Spagna 1982.
Non capisco più niente: il giorno della festa dell’uva.
L’attacco di panico: uscendo dalla stazione degli autobus di Port Authority a New York nell’ora di punta.
La scarica di adrenalina: sul palco.
La dedica: Agosto 2005 “Freak Antoni per i “Putiferio” con uno skianto di saluto!! Ciao Sbarbi!!
Il travestimento preferito: parrucca rasta “mocio”, giacca da smoking, bermuda, pantofole e occhiali da sole anni ’70.
Le collaborazioni esterne: nel 2003/2004 voce di Pippo Soldo in ACINEX.
La storia: nel 1982 quando insieme a Zauber F. ci mettemmo in testa che potevamo diventare famosi suonando in una band: a quei tempi passavamo giorni interi ad ascoltare i vinili dei Genesis, Jethro Tull, King Crimson; ci entusiasmavano i Duran Duran ed eravamo attratti dal sound dei Cure. F. aveva ripescato un organo elettrico d’annata appartenuto a suo padre, io cantavo, suonavo il violino e avevo la fortuna di avere un cugino, Pol Sisma, affermato batterista. Contattammo l’esperto chitarrista Doctor Skin e fu così che nacquero gli Hockey Spiel. Il primo pezzo che affrontammo fu un giro di blues sul quale cercavamo di improvvisare per ore intere. Non riuscivamo a suonare decentemente niente che non fosse “Mi piaccion le sbarbine”. Nacquero i nostri primi pezzi “Chioccia” e “Sandalini”: allora fummo sicuri che solo il demenziale poteva salvare il nostro rock e gli Hockey Spiel si trasformarono prima negli Echo II e poi nei Putiferio.
jornatuccia@putiferioonline.com