CEFFO BRUTALE

 

Il Brutale (Ceffo solo per gli amici intimi), nasce oltre 40 anni fa, in riva al fiume Arno.  Era il 1966 e Vi lascio immaginare come mai   il nostro è così allergico all’acqua da preferire in ogni caso il vino (anche per lavarsi le mani).

L’infanzia corre felice e spensierata, nelle campagne adiacenti l’Impruneta, sino ai tempi del liceo (esperienza triste e fallimentare) quando il nostro viene regolarmente rimandato a settembre in almeno 2 se non 3 materie, e passa quindi tutte le estati, in condizioni di vergognoso isolamento ed abbrutimento a studiare ed a strimpellare la chitarra (male già allora).

E’ proprio al liceo che il nostro affronta le prime esperienze musicali fondando due gruppi uno più curioso dell’altro.

Il primo gruppo (I MUSI), suona musica demenziale (che al nostro si attaglia alla perfezione), e inanella successi continui, con pezzi dal titolo “Vomita di fuori”, “Lui c’ha l’aids”, “E’ morto in un giorno di vento”, ed altre pietre miliari del rock nostrano.

Nello stesso tempo, preso da crisi depressive, e continui insuccessi amorosi (il nostro rimbalzava come una pallina da tennis” ad ogni tentativo di approccio amoroso con l’altro sesso), fonda un gruppo DARK, denominato “ATER EGO” (“io  nero” per gli ignoranti), il cui nome dice tutto senza bisogno di tristi e futili approfondimenti.

I pezzi sono bruttini , suonati male, e l’insuccesso garantito.

Il nostro però non si arrende e quindi durante l’università continua le esperienze (decisamente felici) con I MUSI, raccattando anche qualche serata a pagamento, sino alla fine degli  anni 80 quando il Gruppo si scioglie (senza rancore).

Fatto il militare, e fatto dai fatti della vita, il nostro aveva ormai appeso il basso al chiodo dedicandosi alla pesca del cavedano in Arno, quando venne contattato da tre disadattati della provincia di Firenze (l’Impruneta si trova vicino a Firenze e raccoglie molti soggetti curiosi, fra i quali spiccavano e spiccano, in senso negativo, i membri del gruppo), i quali, ignari delle sue reali (ed anzi inesistenti) capacità musicali, lo coinvolgevano (pentendosene ben presto) nel progetto Putiferio (era il 1991).

Da allora il sodalizio è forte e bello, ed i 4 masnadieri, suonano assieme con grande soddisfazione (in specie quella della moglie del nostro, che almeno la domenica sera quando ci sono le prove, se lo toglie dai ….. quattro passi).

Il nostro, quando non suona afferma di fare l’avvocato, ma in realtà nei Tribunali toscani è noto solo quale imputato in alcuni importanti processi fra cui “Il Caso Trefoloni”, noto alle cronache per la rapina al banco del Trippaio di Piazza San Marco”, ed il “Caso Iolanda”, grave vicenda attinente al mancato pagamento delle prestazioni di una nota signorina della “Notte allegra”, ed altri gravi fatti di cronaca.

Il nostro sbarca comunque il lunario, attraverso un commercio non autorizzato di pecorino e baccelli, e con la riscossione di rare parcelle da avvocato, che dedica interamente alle lezioni di tromba, strumento che lo affascina ma dal quale non riesce a fare uscire più delle prime 4 note (do / re / mi / fa, rigorosamente senza i diesis).

Il nostro lascerà presto il gruppo, la famiglia e l’adorato figlio Giacomo, non appena (dice lui),  gli concederanno la  cittadinanza Sovietica (Ceffo Brutale non è uomo di sinistra ma crede, per sua profonda ignoranza, che  ancora esista l’Unione delle Repubbliche Sovietiche, e vuole andare colà perché gli hanno detto che a tutti viene insegnata gratis l’arte di suonare la tromba).

 

ceffobrutale@putiferioonline.com

 

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